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Santuario nuragico e pozzo sacro Santa Cristina

Il santuario nuragico di Santa Cristina si trova a circa 4 chilometri di distanza dal paese di Paulilatino (OR) su di un altopiano basaltico.

Il complesso prende il nome dall’omonima chiesetta campestre distante circa 150 m. dall’area sacra.
Il settore del culto più antico si incentra sul tempio a pozzo di età nuragica, perfettamente conservato, realizzato in blocchi di pietra basaltica finemente lavorati. Attorno ad esso si nota una recinzione che ha la forma di toppa di chiave e che mostra, nella parte interna, dei sedili in pietra; il tutto è racchiuso in un temenos ellittico (recinzione esterna).

Il pozzo è stato oggetto di scavo a partire dalla seconda metà degli anni '60 del secolo scorso, sotto la direzione scientifica del Professore  Enrico Atzeni.
La sua struttura è composta di tre parti:

1) il vestibolo o atrio, era la parte antistante alla scalinata nella quale venivano deposte le offerte votive per le divinità;
2) la scala
, a sezione tronco trapezoidale, costituita da 25 gradini che si riducono di dimensione man mano che si scende fino alla cella del pozzo. La sua copertura è caratterizzata da architravi speculari agli scalini;
3) la camera ipogeica con volta a tholos
, la cui chiusura è costituita da 25 anelli concentrici di conci lavorati con forma concava e inclinata. La cella è alta circa 7 m., ha il diametro di base di 2,56 m ed è sormontata da un altro ambiente voltato a ogiva. La fessura della tholos ha un diametro di circa 35 cm.

Attorno al pozzo sono presenti i resti delle capanne costituenti il villaggio. Tra queste, quella meglio conservata è la Capanna delle riunioni; costruita con pietre poligonali essa conserva, alla base del paramento murario interno, un bancone sedile circolare e una pavimentazione in ciottolato; accanto a questa si trova un’altra capanna circolare di dimensioni ridotte. Alle spalle di queste costruzioni si può vedere un ampio recinto rotondeggiante con ingresso verso la campagna. Sul lato nord-est si trovano le loggette del mercato di forma rettangolare.

Uno dei diversi aspetti che contribuisce a rendere il tempio a pozzo di Santa Cristina un luogo suggestivo e misterioso è il suo orientamento astronomico; per come esso si presenta attualmente, se non si considera il fatto che con tutta probabilità in origine esisteva una copertura esterna del pozzo stesso, è stato riscontrato che ogni 18 anni e 6 mesi, tra la fine di Dicembre e l’inizio di Gennaio la luna si specchia sul fondo del pozzo passando per il foro che sovrasta la tholos. Inoltre durante gli equinozi di primavera e d’autunno, un tempo era il sole a illuminare il fondo della cella, facendo filtrare i suoi raggi attraverso la scalinata. Questo accadeva quando l’asse terrestre era inclinato in modo che dalla Sardegna fosse visibile Rigel Kent (il piede del centauro) la stella più vicina alla terra.

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