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Necropoli Sa Rocca Pertunta

Nel comune di Samatzai (CA), troviamo le antichissime domus de janas di Sa Rocca Pertunta. Esse sono raggiungibili percorrendo la strada sterrata che da Samatzai va per Segariu; superato il nuraghe Su Nuraxi, dopo circa 2 chilometri sul lato sinistro della strada si trova uno dei tanti recinti litici presenti nella zona; da qui, proseguendo a piedi ed attraversando dei terreni incolti, ci si trova in località Sa Rocca Pertunta, che significa roccia forata.
La necropoli consta di tre tombe ipogeiche scavate nella roccia arenaria e risalenti al 3500 a.C (Neolitico recente, cultura di Ozieri). Esse vengono anche chiamate dagli anziani del posto “grutixeddas” o “grutas de ianas” (grotte con le porte) e rielaborate nella fantasia popolare identificandole quali case delle fate.
Esse sono poste sul pendio di un rilievo che delimita la vallata del Riu S’Urri (idronome sardo confrontabile col basco “ur” acqua e col latino “urim” acqua fangosa) che sconfina nel territorio di Serrenti.

La prima tomba appare composta da un unico ambiente con volta a forno; probabilmente è quella che ha subito maggiormente l’erosione dovuta a deterioramenti per cause umane e naturali, vi si notano infatti evidenti tracce di combustione. La seconda domus si trova immediatamente a destra della prima. Anche questa presenta dei cedimenti e delle asportazioni ma la pianta è ancora leggibile. Essa si componeva di atrio, anticella ed una camera di forma rettangolare; quest’ultima presenta una nicchia rettangolare sulla destra e sulla sinistra comunica con una seconda camera più ampia avente due facce umane scolpite sulla parete sinistra.
All’esterno, sui bordi superiori del rilievo, si scorgono appena le tracce di piccole cavità.
La terza tomba si trova alcune decine di metri più a valle; la sua pianta è composta da atrio, anticella e cella dove il soffitto è crollato; forse, questa apparteneva al tipo più evoluto di tomba.

Nelle vicinanze, nella gola di Su Linnarbu sono presenti altre due domus de janas sotterrate da materiali inerti e devastate dalla discarica dello stabilimento industriale nell’ottobre del 1977.
Come riportato nel libro di Antonio Leoni “Sa storia nosta. Samatzai: storia di un’antica comunità” (2003), qui sono stati rinvenuti due frammenti di testa di mazza in basalto, mentre in località Rocca Pertunta son stati scoperti una testa di mazza in basalto, un pestello e un elemento cilindrico in basalto, forse un idolo.

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