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Casa Zapata

La Casa Zapata si trova all’interno del centro abitato di Barumini (VS).
Essa è costituita da una serie di edifici d’uso abitativo fatti costruire a partire dal 1541 da Don Azor Zapata, un nobile sardo di origine iberica, dopo l’aver acquisito (per transazione di un credito dei Roccaberti) il feudo di Las Plassas, compresi i villaggi di Barumini e Villanovafranca.

I diversi edifici che costituiscono l’abitazione sono:
- il palazzo, dimora del feudatario, dotato di un elegante giardino antistante. Il prospetto architettonico è scandito su due livelli con aperture ispirate alle forme classicistiche. Il portale, in pietra vulcanica verdastra, ha stipiti modanati, lisce colonne aggettanti per tre quarti, capitello a canestro con stilizzazioni fitomorfe, timpano triangolare che contiene lo stemma araldico della famiglia. Lo stesso stile caratterizza le finestre, poggianti su mensole modanate impostate su sostegni arrotondati;
- altri corpi annessi di pertinenza agricola (magazzini, stalle, casa del fattore) con apertura su un vasto cortile capace di consentire il libero movimento di uomini, animali da lavoro e cose.

La scelta del sito nel quale costruire la dimora risulta essere significativa: un dosso affiorante al margine occidentale del villaggio di Barumini, esterno al perimetro urbano, a dominio della piana e delle colline circostanti.
Innanzi alla Casa Zapata si trova la chiesa della Beata Vergine Immacolata, la cui costruzione fu commissionata dallo stesso Don Azor Zapata.

La casata si estinse nel 1946 con la morte senza eredi del Marchese Don Lorenzo Zapata. La moglie di quest’ultimo morirà nel 1980.
Dopo un periodo di totale abbandono, il Comune di Barumini acquistò la struttura per destinarla a ospitare il Polo Museale nel quale troveranno custodia i numerosi reperti archeologici rinvenuti a Su Nuraxi.
I lavori ebbero inizio nel 1990 e interessarono soprattutto il corpo principale. Qui, durante la rimozione delle pavimentazioni, comparvero alla base delle murature portanti tratti di muri megalitici appartenenti ad un nuraghe complesso: Su Nuraxi’e Cresia (chiamato così per la vicinanza alla chiesa Parrocchiale).
L’intera superficie della casa venne interessata da scavi archeologici che portarono alla luce la struttura del nuraghe. Si tratta di un trilobato, costituito da una torre centrale, attorno alla quale si dispongono tre torri perimetrali collegate da cortine murarie rettilinee. Esso presenta, inoltre, la particolarità di essere dotato di 2 cortili, uno interno al bastione trilobato, dotato di pozzo a canna cilindrica, e uno esterno collegato al primo mediante un ingresso architravato posto nella cortina muraria di Sud Est.
Nel giardino della casa è possibile osservare i resti della cinta muraria, mentre tracce dell’insediamento abitativo si estendono fino al sagrato della chiesa Parrocchiale.
La stratigrafia archeologica mostra un impiego assiduo nelle fasi del Bronzo Recente e Finale (1300-900 a.C) e un riuso in periodo romano e medioevale.
Lo scavo è tuttora in corso e il progetto museale ha cercato di salvaguardare l’edilizia del palazzo rendendo fruibile la visione del nuraghe dall’alto, seguendo un percorso che si snoda su passerelle metalliche con pavimenti in vetro.

Il Polo Museale di Casa Zapata è costituito da altre due sezioni interessanti:
- una sezione storica con carte dell’archivio Zapata e con il corpus dell’Archivio comunale e quello del Monte di Soccorso;

- una sezione etnografica dedicata alla raccolta ed esposizione degli strumenti di vita quotidiana della comunità di Barumini e quella demoetnoantropologica, con la mostra delle Launeddas curata dal maestro Luigi Lai, che accompagna alla scoperta delle diverse tipologie di Launeddas, alle quali si alternano descrizioni e foto d’epoca.

A circa 70 m. di distanza si trova la Chiesa di San Giovanni Battista.

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