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Tomba dei giganti Sa Domu 'e s'Orcu

La tomba dei giganti Sa Domu ’e s’Orcu si trova a 355 m. di quota, all’interno della giara di Siddi (VS), a circa 6 chilometri di distanza dal centro abitato.

La sepoltura è della tipologia “a filari” ed è databile al Bronzo Medio (XVI secolo a.C.).
Essa è realizzata con grandi blocchi di basalto ben lavorati, di forma parallelepipeda, sovrapposti in filari regolari.
Il corpo tombale è lungo m 15,20  mentre l’esedra è ampia 18 m; a sud di questa sono presenti muretti e strutture non identificabili.
L’altezza massima conservata della tomba è di 3, 55 m. nel lato sud ovest, mentre raggiunge 3, 18 m. in quello nord est. Una curiosità è data dalla disposizione delle pietre: filari di blocchi più piccoli nella parte bassa e blocchi molto grandi in alto.
Nella facciata si notano i resti di un bancone-sedile semicircolare ed il portello d’accesso al corridoio tombale (alto 1,60 m.), di forma trapezoidale e sormontato da un possente architrave.
La camera funeraria è lunga circa 10 m., larga 1,20, alta circa 2 m. e mezzo ed ha le pareti aggettanti. Il corridoio della tomba termina con un’abside la cui testata è costituita da un unico enorme masso infisso a coltello sul terreno; la copertura del corridoio è data da grandi lastroni.
Appena superato l’ingresso, sul lato sinistro, si trova una nicchia rettangolare (forse votiva), particolarmente rifinita, rialzata dal pavimento (alta 1,10 m., profonda 1,50 m. e larga m. 0,80); la celletta è molto interessante dato il numero abbastanza esiguo di tombe dei giganti in cui è presente.  A tal proposito, l’archeologo Giovanni Lilliu ha ipotizzato l’arcaicità della tomba, anche in considerazione della presenza della nicchia alla parete, essendo questa una caratteristica frequente nelle domus de janas e presente anche nel dolmen Sa Coveccada.
Il pavimento del corridoio funerario è composto da uno strato di terra e piccole pietre. In precedenza, lo scavo stratigrafico ha portato alla luce i resti frammentari dei corredi funerari (prevalentemente reperti ceramici attribuibili al Bronzo Medio).
Si è ipotizzato che, sulla base di quanto riscontrato nello scavo di analoghi monumenti, la camera funeraria potesse contenere fino a trecento deposizioni, accumulate progressivamente nei tempi successivi alla realizzazione della sepoltura. La tomba venne utilizzata anche in periodo punico e romano.

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