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MACOMER. Portate alla luce testimonianze dal nuragico al medioevo
Affiora l'antico castello
“Sa Presone ezza” è uno scrigno di storia

di Francesco Oggianu

La Sovrintendenza alle antichità ha già imposto l'off limits, perché dagli scavi in corso nell'area de Sa Presone Ezza, nell'immediata periferia di Macomer, dove si presume ci fosse una sorta di castello o fortificazione, sembra riemergere la vera storia della cittadina e anche della Sardegna. Le ricerche e gli scavi, effettuati da una ventina di giovani laureati e studenti dell'Università di Sassari e dalla associazione culturale Castra Sardiniae, ha portato infatti a risultati sorprendenti.
I RITROVAMENTI Sono stati rinvenuti nove scheletri risalenti al settimo secolo avanti Cristo, del tardo periodo nuragicopunico, oltre a una certa quantità di vasi e oggetti, tra cui una sorta di biberon risalente allo stesso periodo.
GLI STUDIOSI La collaborazione sinergica tra l'associazione culturale Castra Sardinae, l'Università di Sassari e il Comune di Macomer, sta portando quindi a risultati che provano quasi con certezza l'esistenza di un insediamento importante, che parte dal periodo nuragico, fino alla fine del Settecento. Sono tre i settori di scavo, in cui fra l'altro è stata rinvenuta la basa di un mega nuraghe. Fatte riemergere in superficie anche murature medievali e post medievali, con tracce di precedenti presenze antropiche.
LE DUE TORRI Secondo indiscrezioni, sarebbero state portate alla luce anche le basi delle due torri (i resti di quello che sempre è stato chiamato il castello di Macomer), raffigurate nella chiesa di San Pantaleo e che è anche il simbolo della cittadina capoluogo del Marghine. SI tratta di torri intonacate e questo fa presumere che nel capoluogo del Marghine si utilizzava la calce per rivestire i muri di pietra gia dal medioevo.
IL CASTELLO-PRIGIONE I rinvenimenti, secondo quanto scrive l'Archeorivista, possono essere la prova dell'esistenza di un importante centro abitato sardo-punico e poi romano, divenuto in seguito un insediamento fortificato. Scoperte interessanti quindi, compreso quel muro fortificato che sicuramente faceva parte del castello, che sempre a Macomer è stato chiamato Sa Presone Ezza.
MEMORIE DELLA BATTAGLIA A confermare che in quella zona il castello era anche una prigione, demolita, secondo le ricostruzioni, attorno al 1600. Oltre a vari oggetti e gli scheletri del periodo nuragico, durante la campagna di scavi sono state rinvenute anche alcune monete datate 1470, quindi alla vigilia della famosa battaglia di Macomer del 1478.

da L'Unione Sarda, 27/04/2012

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