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Corsa contro il tempo per il museo giudicale

A rischio i fondi che la giunta Soru aveva destinato all’opera nel 2005
Venerdì incontro in Regione per provare a salvare il finanziamento

di Enrico Carta

ORISTANO La corsa contro il tempo inizia venerdì. In griglia di partenza ci sono anche Provincia e Comune, ma non sono i soli. Sulla linea del traguardo non c’è una coppa, ma qualcosa di molto importante per la città. Dopo un’attesa e tante incertezze durate troppo a lungo, ora bisogna fare uno scatto per capire se c’è ancora la possibilità di far nascere il museo giudicale. Idea della giunta Soru, che lo finanziò nel 2005, avrebbe dovuto interessare le due città più importanti del più importante giudicato isolano: quello di Arborea. E Oristano, affiancata da Sanluri, avrebbe dovuto fare la parte del leone in questo progetto. Avrebbe dovuto avere sede a palazzo Arcais in via Dritta e avrebbe dovuto ospitare una serie di reperti di epoca giudicale che sono in possesso alla Sovrintendenza che li avrebbe messi a disposizione per l’allestimento. A palazzo Arcais, sebbene fosse stato restaurato e riaperto da poco, iniziarono nuovi lavori per predisporre le sale in vista dell’allestimento, ma ben presto ci si accorse che gli spazi non erano sufficienti. Poco male, perché al Comune venne l’idea di creare un polo museale che da palazzo Arcais si estendesse anche in alcuni spazi del vicino Antiquarium Arborense. Più semplice di così sembra impossibile. E invece, a metà del 2012, cioé quando sono passati già sette anni, ci si accorge che il museo giudicale è tale solo sulla carta. È per questo motivo che venerdì, inizia lo sprint per salvare il salvabile, altrimenti il finanziamento di tre milioni di euro è ad altissimo rischio. E lo è per due motivi: l’allestimento è stato già affidato ad un’associazione temporanea di imprese che quindi potrebbero non aver voglia di aspettare oltre e chiedere i danni, oppure perché lo Stato, coi tempi che corrono, vedendo quei soldi fermi nelle casse della Regione potrebbe decidere di riprenderseli. Il perché di tale ritardo, con le lentezze della politica che hanno le loro belle colpe, è legato a due motivi principali: c’è da stabilire la definizione giuridica del museo. Ne si vuol fare un museo a carattere regionale, in cui tutti i soggetti conferiscono i beni alla Regione? Oppure si preferisce una gestione in comune tra diversi enti? Fatto sta che, al di là dei motivi, il museo giudicale è sinora rimasto solo una bella idea che avrebbe dovuto coinvolgere anche Sanluri, dove nel futuro ci sarà il centro di documentazione giudicale e dove invece il 30 giugnò 1409 si combattè la famosa battaglia tra le truppe del regno giudicale di Arborea, guidate da Guglielmo III di Narbona-Bas e l’esercito di Martino I, re di Sicilia, erede della corona di Aragona. Battaglia che di fatto sancì la fine della gloriosa storia dell’indipendenza sarda sotto le insegne degli Arborea. È di questa parte di storia che il museo si dovrebbe occupare, ma al momento si resta aggrappati al condizionale, perché la corsa contro il tempo deve partire immediatamente a marce forzate se non si vuole perdere il finanziamento. L’incontro di venerdì è stato convocato dall’assessore regionale alla Cultura, Sergio Milia, e vi parteciperanno il presidente della Provincia Massimiliano De Seneen, il nuovo sindaco del capoluogo, Guido Tendas, il primo cittadino di Sanluri e rappresentanti della Sovrintendenza.

da La Nuova Sardegna, 09/07/2012

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