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Nel cuore di Sa Illetta colata di cemento sui vecchi ciottoli
Il pavimento di alcune stalle trasformato per accogliere il ritrovo del ristorante davanti alla chiesa di San Simone

di ALESSANDRA SALLEMI

CAGLIARI I discendenti del cavaliere Giovanni Balletto hanno idee diverse su cosa è giusto fare e cosa no a Sa Illetta, braccio di terra che si affaccia sullo stagno di Santa Gilla protetto da convenzioni internazionali, piano paesaggistico regionale, anche da vari vincoli delle soprintendenze ai Beni monumentali e ai Beni archeologici perché Igia, la città giudicale, era lì attorno e la chiesetta di San Simone è il piccolo gioiello che resta di quell’alto medioevo ricco di traffici e, per la Sardegna, di grande peso storico. Il “solito” canonico Giovanni Spano a cavallo del Novecento lo descrive come un luogo di delizie da cui si gode una veduta romantica della città. E’ la più bella veduta della città e un tempo quella terra era fertile perché il porto canale non aveva ancora deviato le falde d’acqua quasi dolce buone per piante e animali.
Dunque in queste settimane è successo che un vecchio “impedradu”, ciottoli di fiume affogati nel fango, pavimento delle vecchie stalle, sia finito coperto sotto dieci centimetri di cemento a beneficio di una nascente discoteca all’aperto.
Lunedì scorso non era difficile comprendere l’uso di quel vecchio ambiente riattato alla bisogna perché nel praticello accanto alle ex stalle c’erano sedili bianchi e mucchietti di bicchieri di plastica trasparente, qualcuno con la cannuccia (colorata). Dietro un muretto basso a pochi metri, la chiesetta di San Simone “assiste” al nuovo corso di quell’ambiente millenario. La vicenda non è pacifica da tempo: il gestore del maneggio attraverso il suo avvocato Luigi Sanna sostiene di aver avuto in concessione anche quelle stalle, l’asse proprietari-gestore del ristorante afferma che invece le stalle erano annesse all’edificio dove ora sorge il ristorante e per questo ha promosso un’azione possessoria davanti al giudice il quale, spiega l’avvocato Sanna, avrebbe riconosciuto invece quei box ricadenti nell’elenco dei beni connessi col maneggio. La colata di cemento sull’”impedradu” risulta di poche settimane fa ed è andata a integrare l’esposto alla Procura presentato in passato dal gestore del maneggio che lamentava una serie di problemi, diciamo, di convivenza.
Certo il posto è bello e suggestivo, basta contare i visitatori che lo scoprono nell’occasione di Monumenti Aperti.

da La Nuova Sardegna, 17/08/2012

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