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Anfiteatro libero dal legno centinaia di visitatori
Tante domande alle guide su quando toglieranno anche le pesanti tribune Un’associazione di volontari propone di aprirlo almeno nel week end

CAGLIARI La sepoltura comincia a saltare e l’anfiteatro romano ritrova la sua grande suggestione: rimosso il palco, via le seggiole, tolto il legno che ricopriva l’antico impianto del monumento ecco che saltano fuori le pesanti barre d’acciaio e si vedono i plinti piantati nella gradinata. La città si era dimenticata di quanto fosse bello e ancora ricco di angoli, nicchie, cunicoli, corridoi, cornici, canali e ambienti l’anfiteatro romano semplicemente perché da dodici anni non lo vedeva più. La gran parte del lavoro deve essere ancora fatta, ma basta quel che è stato tolto (non poco) per restituire il senso di un’operazione che qualcuno, fin troppo spesso, ha provato a dire che era sbagliata. La soprintendenza ai beni archeologici l’anno scorso ha lanciato l’allarme sulla rovina del monumento causata dalla pesantissima sepoltura, il Comune, cambiata la maggioranza, ha preso il provvedimento necessario: cercare i soldi e cominciare a demolire la legnaia con l’anima d’acciaio.Ieri, finita una prima parte delle demolizioni, con l’aiuto di un’associazione culturale, ha aperto il monumento per dare conto dello stato dei lavori. Le guide hanno accolto di mattina giornalisti, assessori e consiglieri comunali, ma di sera sono arrivati cagliaritani e turisti e le guide sono state subissate di domande su quando toglieranno il resto, le gradinate e le scale di accesso. Il rudere, come l’ha chiamato qualcuno in passato, nella platea appena liberata rivela la complessità di quella grande macchina di spettacoli che erano gli anfiteatri. I lottatori arrivavano da tutte le parti dell’impero e quando la star del momento era, per esempio africana, il pubblico si ritrovava con un allestimento che proponeva paesaggi e vegetazione del luogo di provenienza del gladiatore e gli impianti scenici offrivano emozioni anche improvvise con una serie di macchinari che stavano nascosti nel luogo oggi finalmente riportato alla luce. Un’associazione culturale ha già proposto al Comune di tenere il monumento aperto almeno il sabato e la domenica, servizio gratuito, ci pensano i volontari.
(a.s.)

da La Nuova Sardegna, 14/10/2012

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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Ottobre 2012 15:24  

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