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Ieri la visita al sito per vedere il primo lotto del parco archeologico
Tuvixeddu, finiti i soldi
Zedda: «Nessun interlocutore alla Regione»

Di PAOLO LOCHE

«I soldi che il Comune aveva a disposizione per il parco Tuvixeddu sono finiti. Chiederemo un nuovo finanziamento alla Regione se riusciremo a trovare un interlocutore. Ci attiveremo anche per ottenere la tutela dell'Unione europea. Vogliamo che il sito sia riconosciuto patrimonio dell'umanità». Il sindaco Massimo Zedda, tornando a parlare del futuro di Tuvixeddu, non ha rinunciato a un pizzico di polemica. Lo ha fatto ieri intervenendo alla manifestazione promossa sul colle da Comune e Legambiente per mostrare alla cittadinanza i primi risultati dei lavori del parco archeologico il cui primo lotto, da via Falzarego alla parte alta e al centro servizi, è in corso di completamento.
PARCO, NON GIARDINO Oltre cinquecento i cittadini che hanno approfittato dell'occasione per visitare il sito e toccare
con mano le nuove opere. A questi si sono aggiunti i cicloamatori (un centinaio) di Città Ciclabile, che a Tuvixeddu hanno concluso la loro pedalata domenicale. «Le Giornate Fai dell'anno scorso», ha sottolineato il sindaco Zedda, «hanno attirato 25 mila visitatori in due giorni, dimostrando che Tuvixeddu può essere un parco archeologico e non un giardino condominiale».
PARCO PRONTO TRA 2 MESI «Il Comune», ha concluso Zedda, «sta lavorando all'adeguamento del Puc al Ppr. A giorni l'iter sarà avviato, stiamo esaminando la documentazione». La mattinata è filata via veloce in un clima di soddisfazione. «Entro due mesi», ha spiegato l'assessore Luisa Anna Marras (Lavori pubblici), «l'intervento sarà ultimato e penseremo alla gestione». Le visite si sono susseguite fino alle 13. L'organizzazione è stata curata dai volontari di Legambiente che hanno affisso alle nuove recinzioni pannelli esplicativi. Tra le guide anche l'archeologo Alfonso Stiglitz e giovani ricercatrici.
NUOVE TOMBE Il presidente regionale dell'associazione ambientalista, Vincenzo Tiana, ha rivelato che nel 2008 sono state rinvenute tombe miracolosamente intatte e che potrebbero essercene altre. «I manufatti», ha detto, «sono conservati al Museo archeologico». Poi ha proseguito: «Tutte le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato sono per la tutela del sito, la paura è che possano innescarsi nuovi contenziosi di Coimpresa per ottenere risarcimenti e che il parco subisca un nuovo stop, con il rischio che l'area appena sistemata sia abbandonata al degrado». Il sogno è un grande parco da 50 ettari. «Servirebbero 90 milioni di euro solo per acquisire le aree private, per cui ci serve l'aiuto dell'Ue».

da L'Unione Sarda, 28/01/2013

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