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CARBONIA. Capoluogo dell'archeologia 

Quattro campagne di scavo in contemporanea

di Andrea Scano

CARBONIA Dalla fabbrica del carbone a quella della storia. C'è almeno un buon motivo per cui Carbonia dovrà piacevolmente ricordarsi dell'estate 2013: è in questo momento il capoluogo sardo dell'archeologia dato che conta ben quattro campagne di scavo in corso chiaramente in contesti diversi. Tanta abbondanza e tutta in una volta non si era mai verificata. Sono all'opera équipe di archeologi, di antropologi, di ricercatori e di tecnici (una decina di professionisti) seguiti da una quarantina di operai specializzati dell'Ati Ifras e da molti studenti. «Quanto sta avvenendo - afferma l'assessore alla Cultura Loriana Pitzalis - testimonia di un momento felice e infonde coraggio». I cantieri sono aperti nella cittadella e necropoli fenicio punica di Monte Sirai (ormai un sito classico da mezzo secolo) quindi nel Nuraghe Sirai all'esterno dell'area artigianale. Poi nella villa Romana (nel Piano insediamenti produttivi) e nella necropoli prenuragica di Cannas di Sotto (25 tombe) scoperta negli anni Sessanta e riscoperta di recente. Quattro luoghi di studio operativi nello stesso istante, nella stessa città, non è consueto. E sarebbero potuti essere cinque se fossero iniziati adesso (invece scatteranno solo in settembre) le attività di ricerca nel riparo sotto roccia di Sirri in cui l'uomo visse ottomila anni fa. Ma non è tutto rose e fiori. Nella Villa Romana, ad esempio, le squadre lavorano in condizioni complicate perché ad appena quindici metri ci sono i container del sistema dell'ecocentro preposto alla raccolta dei rifiuti: miasmi insopportabili mettono a dura prova la resistenza dei ricercatori e degli assistenti soprattutto in queste giornate torride. In certi momenti sopraggiunge un fetore nauseabondo che pone in secondo piano l'emozione per il ritrovamento dei reperti. «Una situazione di disagio - afferma l'assessore comunale alla Cultura Loriana Pitzalis - cui occorre porre rimedio». Il rimedio, anticipa l'assessore all'Ambiente Franco Manca, verrà preso «spostando l'ecocentro e difatti abbiamo già realizzato in un punto più distante il basamento per gli impianti». Non è il massimo neppure l'ambiente che circonda la necropoli di Cannas dove gli antropologi stanno studiando la tomba 12 che sta restituendo reperti della popolazione insediatasi quattromila anni fa sulla collinetta da cui si osserva mezza Carbonia: si arriva al parco percorrendo una viale sterrato, con buche e sterpaglie. E la passerella in legno è marcia. «I fondi sono limitati - afferma l'assessore Pitzalis - ma non ci arrendiamo anzi rilanciamo perché abbiamo chiesto che la Soprintendenza attivi altre due campagne nelle tombe prenuragiche di punta Torretta e nelle domus de janas di Monte Crobu». Gli scavi attuali sono coordinati dalla Sovrintendenza archeologica, d'intesa con il Comune e l'Università di Sassari.

da L'Unione Sarda, 25/07/2013

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