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Nel Palazzo giudicale scoperti cisterna e pozzo

Importanti risultati dalla campagna di scavi archeologici nel centro di Ardara. Raccolta importante documentazione sulla demolizione di edifici medievali

di Barbara Mastino

ARDARA. Sono emerse importanti novità dalla seconda campagna di scavo nel Palazzo-Castello di Ardara, sito medievale di epoca giudicale che sorge nel pieno centro del paese.

I risultati della campagna appena conclusasi sono stati illustrati ieri in una conferenza stampa dal direttore scientifico professor Marco Milanese, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica e di Archeologia medievale nell’Università degli Studi di Sassari, ateneo che ha curato la campagna attraverso il Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione con la sorveglianza della Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro nella persona del funzionario dottoressa Luisanna Usai, il fondamentale supporto logistico e organizzativo del Comune di Ardara e il contributo dell’Ersu.

Gli elementi di novità sono stati la scoperta di una nuova cisterna del palazzo giudicale, l’ispezione di un pozzo costruito probabilmente tra il XI e il XII secolo, che è stato esplorato dagli archeo-speleologi Emanuela Bosco e Stefano Podestà, e infine la raccolta di una significativa documentazione della demolizione delle strutture medievali e dei tempi e modi della loro costruzione e uso.

Elementi che hanno ribadito la convinzione che quello del Palazzo-Castello sia «un sito di enorme interesse, che già oggi potrebbe essere utilizzato per raccontare con grande chiarezza ed efficacia i luoghi del potere della Sardegna medievale», ha detto il professor Milanese introducendo la relazione sullo scavo, che è stato eseguito da un gruppo di ricerca formato anche da un nutrito gruppo di archeologi medievisti sardi e non solo.

«L’intervento di indagine archeologica, in stretta sinergia con il Comune di Ardara e con la costante collaborazione del geometra Antonio Canalis - ha detto il direttore scientifico - è stato mirato ad una vasta area, adiacente all’attuale Palazzo Comunale di Ardara, interessata dalla presenza di ruderi di differenti dimensioni riferibili al palazzo giudicale (XI-XII secolo) e alla sua successiva fortificazione e trasformazione in castello da parte della emergente signoria dei Doria nel tardo XIII secolo.

Su questo sito così carico di contenuti storici di rilievo per la storia medievale del Nord Sardegna, la campagna di ricerche ha avuto nella sua agenda di lavoro interventi mirati alla comprensione della fase giudicale e di quella signorile, purtroppo danneggiate dalle demolizioni ottocentesche e da recenti interventi di scavo archeologico non appropriati.

L’area archeologica si trova nel centro di Ardara e lo stesso edificio del Comune e le costruzioni adiacenti del centro storico furono edificate direttamente sul sito archeologico del palazzo e con i materiali di spoglio prelevati dall’edificio, trasformato in una cava all’aperto». «Questa nuova tappa, per la quale ringraziamo il professor Marco Milanese, gli studiosi sul campo e l’Università - ha detto il sindaco Francesco Dui -, è un ulteriore momento di conoscenza e di presa di coscienza delle peculiarità dell’area del palazzo-castello, per la quale anche i nostri cittadini dimostrano interesse, attenzione e curiosità».

da La Nuova Sardegna, 19/10/2013

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Ultimo aggiornamento Sabato 26 Ottobre 2013 16:26  

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