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Risolto il “giallo” della vasca: non era mai stata spostata
Lieto fine a Nulvi nel sito archeologico di Nuraghe Irru Anche la Soprintendenza considerava disperso il reperto

di Mauro Tedde

NULVI La cercavano ovunque, invece non si era mai spostata da lì. Risolto il giallo della strana sparizione della vasca di raccolta dal pozzo sacro di “Nuraghe Irru” a Nulvi. In seguito ad un sopralluogo compiuto ieri mattina da alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune di Nulvi, fra cui il vice sindaco Barbara Nardecchia e il consigliere Simonetta Muretti, il prezioso manufatto nuragico è stato infatti ritrovato, capovolto, nei pressi dell’antico edificio sacro. La vasca di raccolta del pozzo sacro si pensava essere stata trafugata e la sua misteriosa scomparsa aveva destato l’indignazione di tutti ed in particolare dei nulvesi. Il pozzo sacro di Nuraghe Irru, uno dei siti archeologici di maggiore e rilevante importanza del territorio di Nulvi, dell’Anglona e dell'intera Sardegna, era recentemente tornato alla ribalta delle cronache in seguito al mistero legato alla presunta scomparsa della vasca di raccolta che sorgeva nella parte terminale del vestibolo a ridosso della facciata anteriore dell’edificio. La stessa Soprintendenza, contattata dall'Amministrazione comunale nulvese, aveva dato per scomparso l'ingombrante e prezioso reperto, facendo appunto risalire la sua sparizione a diversi anni prima. E invece il mistero è stato risolto, la vasca è stata ritrovata, capovolta, nelle vicinanze del luogo da cui si pensava potesse essere stato trafugato. Probabilmente spostata lì nel 2003 nel corso di un intervento di verifica e di consolidamento dell’edificio dalla stessa Soprintendenza. «Il tutto è però chiaro segno di incuria e disinteresse da parte di tutti, nessuno escluso – sostengono gli amministratori comunali -, cui si aggiunge lo scarso livello di rispetto da parte dell'utenza, locale e non». Sono queste, secondo i nulvesi, le note dolenti di una vicenda dal lieto fine ma colorata di nero. «Occasione è però utile per lanciare un importante messaggio – dicono in municipio – che il Comune di Nulvi recapita direttamente agli organi preposti: i beni archeologici, bene comune da preservare e valorizzare, sono patrimonio di cui tutti possono fruire e di cui tutti devono sentirsi responsabili in egual misura».

da La Nuova Sardegna, 09/11/2013

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