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Il cielo, il tempo e gli antichi sardi
Sassari, dal 14 al 16 novembre il convegno internazionale sull’archeoastronomia

SASSARI I sardi prenuragici e i fenomeni celesti. Le ultime importanti novità saranno presentate nel III Convegno internazionale di archeoastronomia, quest'anno gemellato con il XIII Convegno della Società italiana di archeoastronomia, in programma a Sassari dal 14 al 16. Si fa sempre più nitido il quadro scientifico relativo alle conoscenze dei fenomeni celesti nell'età prenuragica. I ricercatori dell'associazione Aristeo e della Sat (Società astronomica turritana), dopo una serie di indagini sul campo, elaborazioni di dati e analisi statistiche, già in occasione dei precedenti convegni, avevano rimarcato che la posizione delle tombe neolitiche, nell'isola, presenta ricorrenze non casuali che implicano l'adozione di un possibile criterio nell'orientamento degli impianti funerari realizzati dai sardi antichi. Da qui la supposizione, confortata da una serie di riscontri, che i prenuragici avessero una certa confidenza con i fenomeni del cielo e possedessero nozioni funzionali alla conoscenza di un calendario utile alle comunità di agricoltori e allevatori dell'isola. A distanza di due anni dal primo convegno, in possesso di ulteriori significative novità sul piano scientifico, gli studiosi faranno il punto durante l'importante riunione scientifica di Sassari, dal 14 al 16 novembre prossimi, nell'aula magna e nell'aula "Eleonora d'Arborea" della sede centrale dell'Ateneo, in piazza Università. Trentasette relatori, per tre giorni di lavori e la chiusura con un sopralluogo nel sito di Pranu Mutteddu a Goni (Cagliari), in merito al quale saranno illustrate, nel corso del convegno, importanti novità emerse durante le rilevazioni effettuate dai ricercatori di Aristeo e della Sat. Nelle cinque sessioni non si tratterà solo di Sardegna prenuragica. I relatori, infatti, esporranno una serie di comunicazioni che riguardano analoghi ambiti di studio condotto in alcune realtà del Bacino Mediterraneo. L'importante iniziativa si avvale della collaborazione della Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, dell'Osservatorio astronomico di Brera, della Società italiana di archeoastronomia, del Centro ricerche archeoastronomia Ligustica , dell'European associatoin for astronomy education, dell'Associazione dei planetari italiani e dell'Associazione per l'insegnamento della fisica di Sassari.

da La Nuova Sardegna, 10/11/2013

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