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Traffico di reperti archeologici, 5 arresti

Operazione dei carabinieri, in dieci sotto accusa per associazione a delinquere: anfore e bronzetti inviati in Toscana

di Luca Fiori

SASSARI Un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di reperti archeologici tra la Sardegna e la Toscana è stata sgominata ieri mattina dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Sassari. Bronzetti, anfore e altri oggetti risalenti al periodo nuragico partivano dall'isola e, dopo aver varcato il Tirreno, nella maggior parte dei casi superavano i confini nazionali. Le richieste dei reperti arrivavano infatti da tutto il mondo. Al termine di una complessa indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, ieri sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice delle indagini preliminari Antonello Spanu. In carcere sono finiti Giovanni Puggioni, Giovanni Battista Pirisi, Giovanni Antonio Sanna, tutti di Torralba, e Michele Zara di Bonnanaro. Una quinta persona è finita agli arresti domiciliari e altre cinque risultano nel registro degli indagati. Le accuse contestate nelle 85 pagine dell’ordinanza firmata dal gip vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di reperti archeologici, al traffico di reperti al di fuori del confini nazionali, dalla ricettazione al furto. Domani mattina i cinque arrestati, difesi dagli avvocati Nicola Lucchi, Gian Marco Mura e Pierluigi Olivieri, compariranno davanti al giudice delle indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Le persone finite in carcere avrebbero procurato e poi venduto i reperti agli altri indagati residenti in Toscana. Gli inquirenti sono convinti che si trattasse di una vera e propria organizzazione criminale. Ieri mattina quando è scattato il blitz sono state eseguite decine di perquisizioni alla ricerca dei referti trafugati prevalentemente nella “Valle dei nuraghi”una vasta area del Sassarese che comprende i comuni di Torralba, Giave, Bonorva, Mores, Thiesi, Bonnanaro, Borutta, Cheremule e Ittireddu, nella quale sono presenti i resti di oltre trenta nuraghi e di dieci tombe di giganti. Nel 2012 il nucleo tutela del patrimonio culturale aveva rafforzato il monitoraggio dei siti archeologici con quasi 500 servizi n tutta la Sardegna. Dai controlli era emerso che c’era stato un aumento rispetto all’anno precedente degli scavi clandestini, nonostante il trend generale apparisse in progressiva diminuzione rispetto a ciò che accadeva in passato. Il ministero dei Beni culturali sta valutando l'opportunità di istituire una commissione dell'Osservatorio per i Beni numismatici di interesse archeologico, con lo scopo di favorirne la tutela e la valorizzazione. I bronzetti nuragici e altri preziosi reperti partono spesso dall'Italia verso la Svizzera, e dalla Svizzera raggiungono gli Stati Uniti seguendo i canali del traffico illegale di opere d'arte. Quattro anni fa un’indagine aveva permesso di scoprire che il famoso bronzetto nuragico dell'Arciere Sulcitano, una statuetta di bronzo di quasi tremila anni, alta poco più di venti centimetri, ritrovata in uno dei nuraghi che sorgono nelle campagne di Sant'Antioco, era esposta in una delle vetrine del Cleveland Museum of Art, negli Stati Uniti, ed era perfino diventata il logo del museo della città dell'Ohio.

da La Nuova Sardegna, 20/12/2013

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