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La domus de janas muore affossata da una strada
Uri, volte dipinte di rosso e scolpite messe in pericolo dal traffico di auto e trattori. Appello a Comune, Regione e Soprintendenza dal gruppo ArcheoUriVagando 

di Franco Cuccuru

URI. Una strada costruita sopra un importante sito archeologico rischia di fare perdere un importante pezzo di storia del territorio. Una domus le cui bellezze, grazie al gruppo "ArcheoUri Vagando" sono venute alla luce con tutto il loro splendore, ma che è a rischio di distruzione. La domus infatti è localizzata sotto a una strada di penetrazione agraria che si imbocca nella zona del bivio di Putifigari e porta a “S’incantu”, un sito archeologico di inestimabile valore. Quella strada appunto, ogni giorno è battuta da auto, fuoristrada, trattori che passando proprio lì sopra inducono sollecitazioni di peso e vibrazioni che a lungo andare hanno fatto crollare i pilastri presenti nella domus, conosciuta come Badde janas. Al suo interno volte scolpite e colorate di rosso, che sono in pericolo di crollare se non si troveranno soluzioni. da qui l’appello alle istituzioni per evitare che questa importante testimonianza del nostro passato venga cancellata.

«Abbiamo ritrovato la domus mentre passeggiavamo in quella zona – raccontano i ragazzi di "ArcheoUri Vagando" –. Il sito ha un ingresso posto a tre metri di profondità, a cui si accede tramite uno scavo quasi verticale che rischia di interrarsi in poco tempo se non salvaguardato. L'imboccatura di ingresso è parzialmente interrata e si accede alla domus strisciando. L'interno è ovviamente buio. Appena accesa la torcia – proseguono i ragazzi di "ArcheoUri Vagando" –, si è presentato un ambiente trachitico scavato nella roccia in cui si vedono travi e tutto quello che era la capanna, la casa, degli abitanti del tempo. La cavità è piena di detriti per almeno metà del volume, questo perché non è stata mai scavata dagli archeologi; i pavimenti delle stanze laterali sono di banchi di argilla nera, in tutta la zona di Badde Dejana non si trova argilla di quel tipo: esiste solo li dentro. La volta è sorretta da due pilastri di cui uno è staccato e riverso sul pavimento, l'altro è rimaneggiato e sta per raggiungere il primo».

Il gruppo"ArcheoUri Vagando" è associato a Nurnet, che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio immenso che riguarda l'archeologia in Sardegna. «Quello che vogliamo fare attraverso e grazie a Nurnet ,è rendere partecipi le autorità competenti della gravità della situazione e di ciò che si perderebbe se ci fosse un crollo». Dunque Nurnet e "ArcheoUri Vagando" chiedono interventi urgenti. Questo appello, quindi è rivolto alle istituzioni: Comune, Regione e Soprintendenza. «Riteniamo doveroso denunciare lo stato di degrado di questo importante sito archeologico – dicono Nurnet e "ArcheoUri Vagando" – , contestualmente chiediamo con urgenza la messa in sicurezza del monumento. La soluzione si può trovare deviando il tratto di strada con interventi di basso costo quasi in regime di protezione civile».

"ArcheoUri Vagando" nasce il 2 giugno 2012, da un gruppo di ragazzi che condivide la stessa passione, quella di conoscere la propria storia. «Cerchiamo di conoscere il territorio di Uri palmo per palmo soprattutto dal punto di vista archeologico”. E i risultati lo dimostrano.

La Nuova Sardegna, 13/02/2014

 

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Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2014 10:56  

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