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La cultura nuragica oltre i confini dell'isola

Nel complesso di San Pancrazio nella Cittadella dei Musei, l'esposizione dedicata alla civiltà nuragica. Forza motrice della mostra, il ricordo di Giovanni Lilliu

di Cristina Onnis

L'isola delle Torri: Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica, mostra a respiro nazionale a Cagliari dal 15 marzo 2014 fino al 30 settembre 2014. Presso il complesso di San Pancrazio della Cittadella dei musei, fruibile al pubblico con un biglietto comprensivo anche dell'ingresso al Museo Archeologico Nazionale. Dopo solcherà il mare per avere ospitalità nel Museo Etnografico Preistorico L. Pigorini, a Roma fino a marzo 2015. Un esposizione dedicata alla civiltà nuragica che arriva dopo quasi trent'anni dall'ultima a Milano nel 1985. Auspica un risalto mediatico nazionale e internazionale attraverso un approccio innovativo, scientifico e tecnologico. L'allestimento è collegato a un apparato didattico di grande effetto, supportato da tecnologie multimediali e arricchito da ricostruzioni e filmati di monumenti, per garantire, anche visivamente, un continuo rimando ai contesti di provenienza del materiale esposto. La finalità è un coinvolgimento emotivo del visitatore, proponendo in modo innovativo contenuti rigorosamente scientifici. La mostra si dipana su tre piani, come tre sono le aree tematiche: pietra, metallo, acqua, per sottolineare l'intreccio tra natura territorio e ingegno umano. Nel percorso espositivo vengono evidenziati gli aspetti fondamentali della civiltà nuragica: l'architettura, il mondo del sacro e quello funerario, le tecnologie costruttive, in particolare quelle idrauliche, la società, l'economia, il territorio, la metallotecnica, l'arte. Ne emerge una civiltà, fondata su una fitta rete di contatti e scambi attraverso il Mediterraneo, potente veicolo di comunicazione, in un percorso di quasi mille anni di storia dall'Età del Bronzo a quella del Ferro.

I reperti esposti provengono da tutta l'isola, dai musei e più spesso dai magazzini, come inediti o di recente acquisizione da nuovi scavi. Vi sono anche oggetti di produzione sarda rinvenuti in diversi siti in Italia e all'estero (Cipro, Spagna, Portogallo). Alcuni reperti significativi provengono da sequestri fatti al mercato clandestino. Tra i reperti esposti si potranno vedere: la navicella del duce di vetulonia, la navicella di Pontecagnano, vasi pirenei di contesto laziale.

Forza motrice di questa esposizione è il ricordo di Giovanni Lilliu (1914-2012) archeologo e intellettuale sardo, di cui quest'anno ricorre il centenario dalla nascita. A Lilliu si deve il ritrovamento del villaggio nuragico più grande della Sardegna e del mondo: Su Nuraxi, a Barumini, insediamento sviluppatosi intorno ad un nuraghe quadrilobato (ossia con un bastione di quattro torri angolari più una centrale). Instancabile studioso e divulgatore di conoscenza. Con la sua opera ha insegnato non solo ad amare la Sardegna, a tutelarne e custodirne i beni ma soprattutto a diffondere la conoscenza archeologica. La mostra è inserita all'interno di un programma di 5 eventi nazionali previsti dalla Direzione Generale per le Antichità nel periodo 2014 e 2015. È stata fortemente voluta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano; Soprintendenza ai Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro; Direzione generale per le Antichità; Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna; Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma; Comune di Cagliari; Università degli Studi di Cagliari; Università degli studi di Sassari.

da Globalist, 19/03/2014

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