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Necropoli Cuccuru Boi Concas

La necropoli di Cuccuru Boi Concas si trova nel comune di Assemini (CA).

Durante gli anni 1997-1998, nella necropoli fenicio-punica e romana, gli archeologi scoprirono circa 230 sepolture di tipologia assai varia (tombe a cassone, inumazioni in fossa terragna, enchytrismos puniche, tombe a fossa, alla cappuccina, incinerazioni di ambito culturale romano) che documentano l'utilizzo continuativo dell'area per almeno otto secoli (dal IV-III secolo a.C. al III-IV d.C.).
Già negli anni ’70, il professor Barreca, ispezionando l'area in località Bau S’Ulmu, rinvenne una cospicua quantità di reperti ed intuì l'esistenza di una necropoli di notevoli dimensioni. Quest’area della periferia di Assemini fu però destinata all’espansione edilizia durante gli anni del boom demografico. E’ ipotizzabile che la zona interessata delle sepolture non sia limitata al lotto denominato Cuccuru Boi Concas, infatti esiste una vasta area ancora non indagata. Non si è in grado di dire quale sia l’estensione esatta della necropoli, ma si conoscono diverse zone a macchia di leopardo nel circondario (come Cuccuru Macciorri).  Inoltre non è stato ancora pubblicato niente ad opera della Soprintendenza ed i reperti rinvenuti non hanno avuto una completa e adeguata catalogazione.
Tali reperti, consistenti nei corredi tombali, comprendono: materiale ceramico, vetri, monete, bronzo, monili d’oro e d’argento; questi rimangono in possesso della Soprintendenza.
Dei ritrovamenti, ad Assemini restano solo 6 cassoni e un cippo funerario costituiti da blocchi monolitici in marna calcarea (forse proveniente dalle cave di Cagliari) di varie dimensioni che vanno dai circa 2 metri al mezzo metro. Prima dell’arrivo delle ruspe, questi si trovavano sepolti più in profondità rispetto alle altre tombe (di diversa tipologia e di epoca più recente), in un'area in cui la concentrazione delle sepolture andava diradandosi. All’interno di ciascuno dei cassoni, oltre ai resti ossei, vi era il corredo funerario: anforette, ceramiche, monili ecc. di epoca fenicio-punico. In un caso due anfore furono rinvenute all'esterno. Questi sarcofagi ed il cippo funerario, dopo 16 anni di abbandono ed esposizione alle intemperie, sono stati messi al riparo mediante tettoie in lamiera. Ancora oggi questi si trovano in luoghi inadeguati: alcuni nel cortile dei servizi tecnologici ed uno nel cortile posteriore del centro espositivo della ceramica.    

Nel 2006, durante l’VIII^ Settimana della Cultura, nel vecchio Municipio, fu organizzata l’esposizione di pannelli con immagini degli scavi e dei corredi funerari di alcune delle sepolture più significative.

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