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Archeologia , scoperti a S’Urachi una nuova torre e un grande portale

SAN VERO MILIS. La campagna di scavi nel sito di S’Urachi – condotta da un’equipe di archeologi provenienti da varie università europee e americane, la cui direzione del progetto è di Alfonso Stiglitz e Peter van Dommelen (Brown University, Providence Usa), mentre quella degli scavi è affidata a Andrea Roppa (Università di Leicester, Inghilterra) – ha consentito di fare due importanti scoperte: una porta di ingresso al nuraghe e i resti di una torre. Il progetto, finanziato dalla Brown University e dal Comune di San Vero Milis, prevede due aree di studio del sito, una esterna al nuraghe e l’altra nel lato sud dello stesso, dove è stata individuata la torre rimasta parzialmente nascosta dalla costruzione di un altro ambiente, risalente, probabilmente, al secondo secolo a.C. Nel corso della campagna, iniziata lo scorso mese di giugno, gli studiosi si sono posti l’obiettivo di chiarire le relazioni intercorrenti fra gli ambienti di epoca tardo punica e il nuraghe. Ed proprio in questa prospettiva che un team di ricercatori tedeschi sta effettuando una serie di prospezioni con l’utilizzo del Georadar e del magnetometro, allo scopo di capire tutta l’articolazione delle strutture che compongono il complesso nuragico che non si vedono ma la cui presenza è data dal materiale ceramico trovato in superficie.

Sull’importanza della porta rinvenuta nei giorni scorsi, Andrea Roppa non ha dubbi. «Si tratta di una porta di ampiezza di circa 90 centimetri – dice –, realizzata in blocchi finemente lavorati e squadrati di cui per il momento non siamo in grado stabilire se sia contemporanea alla fase di costruzione dell’intero nuraghe o se sia da ascrivere ad un momento costruttivo posteriore, come potrebbe essere indiziato dalla particolare cura con cui sono stati sbozzati e messi in opera i blocchi squadrati che definiscono la porta in confronto al tipo di blocchi di forma irregolare usati nel resto del nuraghe. Di certo c’è che la porta venne completamente chiusa verso la fine del II secolo a. C. quando l’area fra l’antemurale e il crollo della torre fu livellata e sul riempimento furono costruiti dei vani di forma quadrangolare».

Il progetto di scavi nell’area archeologica di S’Urachi prevede tre campagne di un mese da tenersi nell’arco di tre anni. La prima, si è svolta lo scorso anno, ha consentito di portare alla luce il basamento di un forno per la cottura del pane. «Alla fine di questa seconda campagna – conclude Roppa –, prevista per il 22 di questo mese, ci fermeremo ancora una settimana per catalogare e studiare i materiali rinvenuti». Soltanto alla fine dei lavori si potrà fare una valutazione precisa delle informazioni raccolte durante gli scavi.

da La Nuova Sardegna, 13/07/2014

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Luglio 2014 15:41  

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