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Scavi a Mont’e Prama, dalla terra emerge un nuovo Gigante

Rinvenuti un pugilatore, un betile e i resti di una tomba. Per gli archeologi ci sono i segni di una raffinata tecnica scultorea

di Claudio Zoccheddu

CABRAS. È il secondo ritrovamento nel giro di pochi giorni. Dopo il guerriero spuntato dalla polvere qualche giorno fa, questa volta gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di un pugilatore e di un betile oltre che una tomba di epoca nuragica che però non è ancora stata indagata a fondo.

Lo stupore iniziale ha subito lasciato spazio al dubbio. Infatti, il betile potrebbe riportare al suo interno un’altra novità, questa vota epocale. La pietra sacra sarebbe in realtà la base di un complesso più grande a cui veniva letteralmente incastrata tramite due fori. Sono state proprio le due cavità scolpite all’interno del betile a rapire istantaneamente l’attenzione degli archeologi che hanno discusso a lungo sull’origine e sulla funzione dei due fori. Oltre al mistero, che si annuncia avvincente, c’è stato il tempo per recuperare e ripulire dalla polvere diversi frammenti di un gigante di dimensioni classiche le cui parti più significative hanno un peso stimato attorno ai sessanta chilogrammi.

Frammenti di grandi dimensioni molto simili a quelli esposti nel museo archeologico di Cagliari e nel museo civico di Cabras. La collina di Mont’e Prama, infatti, ha restituito un pugilatore diviso in tre grossi pezzi: una testa, una porzione del busto e un terzo componente ancora da definire. La cronaca di una giornata indimenticabile è iniziata di buon mattino con il ritrovamento della testa, per la verità già identificata il giorno prima. Poi, nel corso della giornata sono spuntati fuori gli altri frammenti. Il materiale riportato alla luce tra ieri mattina e ieri sera ha una dimensione di un metro cubo, per un peso di circa trecento chili, e potrebbe essere la punta di una piramide sommersa che stuzzica la fantasia di chi ha gettato un’occhiata fugace alle ultime novità che, da ieri sera, sono custodite all’interno di un container posizionato all’interno della scavo.

Questa mattina, probabilmente, il nuovo gigante e la rivoluzionaria porzione di betile verranno trasferiti nel magazzino del museo civico di Cabras in compagnia di un altro metro cubo di reperti accumulati nel corso degli ultimi scavi ma molto meno significativi di quelli recuperati ieri. Le novità, dunque, non mancano tra le colline del Sinis. Chi pensava che il ritrovamento di guerriero di dimensioni ridotte fosse un episodio isolato, dunque, si sbagliava di grosso. Tra l’altro, tra gli archeologici inizia a fare breccia una teoria che sconvolgerebbe la storia dell’intero complesso scultoreo.

A quanto pare, i giganti, i betili e i modellini di nuraghe non venivano realizzati solo ed esclusivamente seguendo la tecnica della scultura su blocco unico ma potevano anche essere assemblati unendo pezzi di forme e pesi differenti. Una scoperta che, se confermata, illuminerebbe di una nuova luce l’arte scultorea dei nuragici. Oggi, poi, potrebbe essere un’altra giornata ricca di novità perché gli archeologi potrebbero provare a violare la tomba rinvenuta ieri sera. Un altro mistero che si aggiunge alla lunga lista stilata da chi scava sulle pendici della collina più famosa del Sinis.

da La Nuova Sardegna, 25/07/2014

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