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L’antico menhir ad Aidomaggiore diventa una panchina
Il reperto si trova nel sagrato della chiesa di Santa Barbara. Prima era in posizione verticale, ora è diventato un sedile

di Elia Sanna

AIDOMAGGIORE. Un pezzo importante della storia nuragica di Aidomaggiore funge ora da comoda panchina. La foto è eloquente e racconta la singolare vicenda che ora sta facendo il giro del web. Il menhir, con tanto di epigrafe proveniente forse da un grande sito o nuragico presente nel territorio di Aidomaggiore, è custodito da anni nel piazzale della chiesa campestre di Santa Barbara. Era collocato in posizione verticale, accanto alla chiesa, a ridosso delle panchine di basalto che si trovano vicino al muro di recinzione che delimita il sito religioso. Gli operai di un'impresa, alla quale il Comune di Aidomaggiore ha affidato dei lavori di ristrutturazione, forsse perchè il menhir era instabile, lo hanno rimosso dal suo precedente alloggiamento, magari senza rendersi nemmeno conto del valore storico del manufatto. Ma, invece di trasferirlo in un luogo più idoneo e sicuro, gli operai dell'impresa lo hanno poggiato a terra e con l'aiuto di due pietre lo hanno trasformato in una comoda panchina.

La singolare vicenda è avvenuta già dalla scorsa settimana e anche l'amministrazione comunale è a conoscenza di questa incomprensibile scelta. Sino a ieri non c’era stato alcun intervento per riposizionare il menhir in un sito idoneo alla sua importanza. E così una serie di foto pubblicate sul gruppo Fb “Notizie da Aidomaggiore”, ha pubblicizzato l’episodio scatenando una serie di commenti tra l’ironico e l’indignato.

Obiettivo di molte critiche la condotta dell’amministrazione comunale. E dire che nel programma elettorale uno degli obiettivi di questa amministrazione era proprio quella di tutelare e valorizzare i tantissimi beni archeologici di cui il territorio di Aidomaggiore, come hanno ricordato nel passato personaggi della cultura isolana, tra i quali Giovanni Lilliu, è ricco. Peccato che questa volta, per chiudere un occhio ci si è letteralmente accomodati sopra un pezzo della nostra storia nuragica.

da La Nuova Sardegna, 03/09/2014

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