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Mont’e Prama, uno dopo l’altro: ecco un nuovo gigante

di Antonio Meloni

Il sottosuolo di Mont’e Prama restituisce un altro prezioso tassello dell’immenso puzzle sepolto da ventisette secoli nelle viscere della terra. Ieri pomeriggio gli archeologi impegnati nella nuova campagna di scavo hanno ritrovato un’altra statua, uguale a quella riportata alla luce proprio nei giorni scorsi. La straordinaria scoperta è stata rivelata ieri dall’archeologo Momo Zucca intervenendo ad Alghero, nel dipartimento di architettura, al convegno promosso per presentare il volume “Giganti di pietra”. Le notizie, ancora scarse e frammentarie, descrivono una scultura, la trentunesima, del tutto somigliante a quella riportata alla luce giovedì e raffrontata con il bronzetto di Cavalupo a Vulci: «Una statua gemella – dice Zucca – con una serie di elementi riconducibili a quella rinvenuta l’altro ieri».

Un altro eccezionale ritrovamento che, al di là del comprensibile entusiasmo, solleverà una serie di questioni se è vero, come sostiene Raimondo Zucca, che Mont’e Prama cela ancora numerosi segreti. Al di là delle questioni accademiche legate alla datazione, alle somiglianze e al significato ancora tutto da indagare. «Sarà forse necessario – continua Zucca – cominciare a ripensare a una nuova musealizzazione che garantisca adeguata fruibilità di questi preziosi reperti». Ma le sorprese non sono ancora finite, infatti, di pari passo, prosegue il meticoloso lavoro d’indagine scientifica dell’équipe di bioarcheologi guidata da Salvatore Rubino dell’università di Sassari. Sui resti umani rinvenuti nella necropoli, sotto il deposito di statue, gli specialisti avrebbero rilevato particolari di assoluto interesse. Sembrerebbe, come ha accennato Zucca, che uno dei defunti esaminati dall’équipe del professor Rubino abbia subito una scarnificazione perché le ossa risultano ricomposte in modo parziale e dai resti mancherebbe perfino una mano. Gli individui sepolti nella necropoli, inoltre, sarebbero tutti di sesso maschile, di età postpuberale, non anziani, dunque, e solo uno risulta essere appartenente a una donna.

Notizie straordinarie, ma parziali che naturalmente dovranno essere integrate da ulteriori rilievi e altrettante indagini. La sensazione che si respira a Mont’e Prama è che le sorprese siano solo all’inizio e che la nuova campagna di scavo, ripartita nei mesi scorsi sotto il coordinamento delle Università di Sassari e Cagliari e della Soprintendenza cagliaritana, sarà presto foriera di altre notevoli scoperte. Ulteriore testimonianza del grande interesse con cui la gente segue le vicende dello scavo è il tutto esaurito registrato ieri nel dipartimento di architettura di Alghero in occasione della presentazione del volume pubblicato da Fabula, la casa editrice diretta da Enrico Clemente.

La sala in cui si è svolto il convegno, moderato dall’architetto Vanni Maciocco, presente, oltre all’archeologo Raimondo Zucca anche l’editore e lo storico Guido Clemente era letteralmente straripante. Non resta che attendere nuovi particolari dell’ultimo ritrovamento con la speranza che il nuovo “colossoi” riservi altre rivelazioni capaci di sfoltire la cortina di mistero che ancora avvolge le statue.

da La Nuova Sardegna, 27/09/2014

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Ultimo aggiornamento Domenica 28 Settembre 2014 21:58  

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