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Necropoli Museddu

La necropoli di Museddu è composta da 18 domus de janas e fa parte del Parco dei Petroglifi di Cheremule (SS).

Questa area sacra è datata al Neolotico Recente (seconda metà del IV millennio) e costituisce un importate parco archeologico che deve la sua fama alla presenza di Petroglifi. Queste sono incisioni effettuate nel corso dell'Enolitico (III millennio) e la loro interpretazione è ancora oggetto di studio.La planimetria delle tombe è piuttosto semplice, solitamente si tratta di una cella quadrangolare con anticamera, in altri esempi si hanno tre camere collegate longitudinalmente, più di rado si hanno esempi di vani laterali. Alcune domus de janas sono però ricche di elementi decorativi e scultorei: architravi, gradini, portelli di accesso con cornici, oltre ai Petroglifi. Fa eccezione la planimetria della tomba VI, formata da più ambienti collegati longitudinalmente, ed al terzo vano sono stati aggiunti due vani laterali.
Gli ipogei risultano in prevalenza scavati lungo la parete meridionale di un tavolato roccioso. Due domus si affacciano su di un canalone che divide trasversalmente il bancone roccioso (XI- XII), retrostanti rispetto alle prime. Hanno invece ingresso sulla parte orientale tre semplici ipogei bicellulari (XIII-XV) ed uno di maggior pregio denominato Sa Presone (tomba XVI). Sa Presone è considerata la più rilevante della necropoli. Questa domus comprende un dromos di accesso, un padiglione e tre camere ampie. All'interno si trovano delle fasce in rilievo nell'anticella; Sul pavimento dell'ambiente principale è scolpito un focolare. Questa tomba pone in risalto il reimpiego dei sepolcri come impianti di vinificazione.
Il costone roccioso di nord ovest invece fu interessato da azione estrattiva, ancora in età romana, che con probabilità ha distrutto una parte della necropoli. Qui si trova la Tomba della Cava (I), rimaneggiata in epoca vandalica e bizantina e trasformata in cappella funeraria. Questa possiede anche un ampio ingresso, ed accanto a quest'ultimo, all'esterno, è scolpita una teoria di antropomorfi che si ipotizza raffiguri una scena funebre, o i volti degli individui lì sepolti. Il dromos è andato distrutto dalla cava. Sulla sommità di questo tavolato calcareo sono scolpiti diversi loculi di epoca bizantina (presenti anche all'interno della Tomba della Cava) vasche di raccolta e lunghe canalette di scolo, che costituirebbero il sistema con funzione vinificatrice.

Il Parco dei Petroglifi comprende le tre necropoli a domus de janas di Museddu, Tennero e quella di Mattarigotza, dove sono state individuate un totale di 37 domus de janas.
Nelle prime due necropoli sono inoltre state individuate una quarantina di impianti di vinificazione, cioè due vaschette comunicanti con canalette di scolo e fossette di decantazione. In epoca romana tardo imperiale, alcune domus sono state forate nel soffitto e trasformate in cisterne di raccolta del liquido, convogliato mediante un sistema di canalette.

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