;">
 

hhhhhhhh

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Carloforte svela il suo volto fenicio

Continuano gli scavi nella necropoli. L’archeologo Khalil: c’è molto da scoprire

di Simone Repetto

CARLOFORTE. Nell'isola di San Pietro c’era un insediamento fenicio stabile, con un'importante necropoli e un'area abitata vasta, la cui essenza è ancora tutta da definire. È forse questo il dato più importante emerso dall'ultima sessione di scavi archeologici, terminata a novembre, con nuovi reperti venuti alla luce a pochi passi dalla torre San Vittorio, storica struttura a sud del paese che ospita l'osservatorio astronomico.

Una conferma, di quanto asserito in passato da precedenti studi e testimonianze, che attestano come, quando si parla di colonizzazione dell'isola di San Pietro, la nascita di Carloforte nel 1738 sia solo l'ultimo tassello di una lunga cronistoria. La missione attuale, avviata nel 2011, è diretta dal libanese Wissam Khalil, archeologo dell’Università di Beirut, in collaborazione con la Soprintendenza di Cagliari ed Oristano e il Comune di Carloforte. Dal sito principale di scavi in viale Parodo, sta emergendo una necropoli sempre più ampia. Dopo la scoperta delle tombe del primo livello, la cui ampiezza e architettura fanno pensare a ricchi proprietari, quelle del secondo livello, oggetto degli scavi recenti, sembrano invece appartenere a ceti sociali più bassi. Si sono anche trovate tracce di vasellame e cocci, così come nel nuovo scavo aperto sotto la torre San Vittorio, più ad est. Segno che il centro abitato doveva essere ampio, per cui l'obiettivo degli archeologi è ritrovare tracce più corpose di vita quotidiana.

«Possiamo dire che la presenza dei fenici sull'isola risale almeno all'ottavo secolo avanti Cristo – ha precisato Khalil –. Da tre anni, scaviamo la zona delle necropoli, ma quante necropoli e quanti insediamenti ci sono sull'isola? Dov'era la città in cui la gente ha vissuto? E l'antico porto fenicio? La possibilità di estrarre il sale, fin dai secoli remoti, potrebbe aver favorito l'insediamento. Così come la presenza di un minerale ricercato come l'ocra che avrebbe attirato l'attenzione di altri popoli (secondo alcuni perfino gli egizi). Ma vogliamo anche capire i rapporti dei fenici con i nuragici, già presenti nell'isola come testimoniano tante strutture, ed i motivi delle scarse tracce di insediamenti successivi, dai romani in su, per cui l'isola potrebbe essere stata disabitata per oltre un millennio».

da La Nuova Sardegna, 06/01/2015

Commenti

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
URL
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Gennaio 2015 18:42  

GTranslate

Italian English French German Portuguese Russian Spanish