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Il nuraghe simbolo cade a pezzi

Crollano le scale e parte della torre. L’allarme è stato lanciato da un pastore. Il sindaco Stefania Piras: «Avevamo segnalato la precarietà della struttura alla Regione»

di Pier Luigi Piredda

Un boato fortissimo e poi un enorme polverone. Le mucche che stavano pascolando hanno smesso di brucare e sono scappate via. Dopo un primo attimo di sbigottimento, il pastore si è avvicinato con circospezione al nuraghe Ola, immerso nel verde delle campagne di Oniferi, alla periferia del paese lungo la strada che porta alla vecchia 129 per Macomer. L’ingresso del nuraghe era semisbarrato dalle enormi pietre che si erano staccate all’improvviso dalla parte superiore della struttura costruita molti millenni fa.

«Quando l’allevatore è venuto a segnalarci quel che era successo siamo rimasti senza parole – ha spiegato il sindaco Stefania Piras, che è stata anche oggetto di pesantissimi attacchi anonimi sul web per il suo impegno nella tutela del patrimonio archeologico del territorio del comune –. Purtroppo, dovevamo aspettarcelo visto che da molto tempo avevamo segnalato alla Regione la precarietà della struttura e l’urgente necessità di intervenire per rinforzare il nuraghe, appesantito anche dalla presenza di un albero cresciuto sulla sommità, proprio in corrispondenza del punto in cui ha collassato».

Subito dopo l’allarme, a verificare quel che era accaduto nel nuraghe di Ola sono intervenuti il sindaco e i responsabili dell’Ufficio tecnico comunale che non hanno potuto fare altro che disporre l’immediato transennamento della struttura e comunicare il crollo alla Soprintendenza ai beni archeologici di Sassari e Nuoro. Ieri mattina, gli archeologi hanno eseguito un sopralluogo insieme al sindaco e ai tecnici e nei prossimi giorni prepareranno una dettagliata relazione da inviare alla Regione.

Il crollo all’interno del Nuraghe Ola è avvenuto a causa del cedimento di un concio poco più indietro rispetto all’ingresso e si è portato dietro numerosi altri grossi massi che ostruiscono in parte l’accesso. Tra l’altro la caduta del concio, che fungeva da architrave, potrebbe pregiudicare la tenuta di tutto il nuraghe che potrebbe anche collassare e sbriciolarsi se non saranno fatti gli opportuni interventi nel più breve tempo possibile. All’amministrazione di Oniferi non è rimasto che predisporre un’ordinanza con la quale è stato interdetto l’accesso a tutta la zona per non pregiudicare l’incolumità delle persone. Intorno al nuraghe è così stato steso una sorta di cordone sanitario: un lungo nastro biancorosso che abbraccia tutta l’area e, all’ingresso del tancato all’interno del quale sorge la struttura millenaria, sono state sistemate alcune transenne. «Adesso non possiamo fare altro che attendere l’evolversi degli eventi – ha continuato il sindaco Piras –, ma l’amministrazione aveva comunicato già da molto tempo fa la precarietà della struttura».La segnalazione più dettagliata risale al settembre 2008 e a farla alla Soprintendenza ai beni archeologici era stato il responsabile dell’Ufficio tecnico, Antonio Piras, che ieri guardava sconsolato il nuraghe danneggiato, simbolo del paese e anche dell’associazione nuorese Archeoarci, i cui rappresentanti hanno fatto un sopralluogo per verificare i danni. «Segnalazione stato di pericolo e dissesto statico e richiesta sopralluogo del sito archeologico di Nuraghe Ola – aveva scritto nella relazione il tecnico di Oniferi –. Ho infatti potuto accertare durante una verifica che la porzione di muratura del lato nord ovest presenta preoccupanti fenomeni di disgregazione. Il progredire di questo fenomeno potrebbe portare al crollo della scala elicoidale a causa delle piogge e della presenza di alcune piante del genere “Pistacia lentiscus” cresciute sulla sommità. L'architrave dell'ingresso poggia su un blocco di granito fortemente alterato e fessurato con evidenti segni di stress e conseguente necessità di puntellamento».

Ma da allora nulla è stato fatto e dopo circa cinque anni la struttura ha ceduto e ora sarà necessario un intervento urgente se non si vuole correre il rischio che il Nuraghe Ola crolli, lasciando che a dominare le campagne di Oiferi sia l’altro nuraghe finto, quell’obbrobriosa struttura costruita e mai finita che s’intravvede sullo sfondo alle spalle della millenaria opera nuragica.

da La Nuova Sardegna, 06/02/2015

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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2015 22:13  

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