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Chiesa San Gavino Martire

La chiesa di San Gavino Martire si trova all’interno del centro abitato di San Gavino Monreale (VS).

La chiesa venne edificata nell’area in cui sorgeva il villaggio medievale.
L'edificio fu realizzato da maestranze pisane nel corso del XIV secolo, per volontà del giudice Mariano IV di Bass – Serra, e fu completato da parte della figlia Eleonora d’Arborea.
La chiesa, a pianta rettangolare coperta da una volta a botte con abside dotata di monofora gotica ornata di capitelli a piccole foglie, oggi non conserva quasi più nulla della sua struttura originaria in stile gotico, fatta eccezione per la preziosa abside. L'interno si presenta ad unica navata con le pareti intonacate e la volta in muratura, originariamente aveva pianta suddivisa il tre navate e la volta lignea.
L'unico elemento che conserva l'aspetto originario trecentesco è costituito dall'abside, realizzata in pietra calcarea e vulcanica, a pianta quadrata e con una finestra, che in origine era una bifora. Nel lato destro dell’abside si trova il lavabo, su un concio al disopra vi è incisa, a caratteri gotici, la data del probabile inizio dei lavori di costruzione della chiesa: 1347. Questo anno è anche quello dell’elezione di Mariano IV a giudice d’Arborea. Sulla parte sinistra del presbiterio si conserva invece un’iscrizione in rosso recante la data 1388. Si tratta dell’iscrizione di consacrazione della chiesa dal quale si ricava la data del 25 novembre 1387 ad opera di Francesco Pasarinu, vescovo della Diocesi di Terralba
L’abside all’interno ha  volta a crociera costolonata e nei quattro peducci si trovano scolpite in altorilievo delle figure umane, attestanti l’importanza che la chiesa rivestiva in periodo giudicale. Infatti le quattro figure rappresentano i giudici Mariano IV e Ugone III de Bass-Serra, la giudicessa Eleonora d’Arborea (figlia di Mariano IV e sorella di Ugone III) e il marito Brancaleone Doria. Proprio per  l’importanza di queste sculture, unici e rari esempi di rappresentazione dei quattro protagonisti del Regno d’Arborea, la chiesa è definita “Pantheon degli Arborea” dallo storico F.C. Casula.
Mariano IV è rappresentato con una corona con foglie di vite e tiene nella mano sinistra uno scettro a forma di giglio. Eleonora d’Arborea è scolpita con i capelli sciolti che ricadono sulle spalle (o forse un velo) e un abito con bottoni-fermagli a croci greche. Brancaleone Doria è rappresentato mentre afferra per i capelli un viso maschile (identificato con del re d’Aragona Pietro il Cerimonioso) e sul petto porta scolpito un giglio. Ugone III  invece circonda e appoggia la mano destra su un viso, probabilmente quello della figlia Benedetta, uccisa insieme al padre durante una rivolta popolare. La mano sinistra  è stretta sulla barba, quasi a nasconderla. Le sculture erano probabilmente in origine caratterizzate da cromature.
Meritevole di attenzione è anche la parte esterna dell’abside. Nei capitelli della bifora si trova rappresentata, sul capitello sinistro, Eleonora d’Arborea con i due figli i giudici Federico e Mariano V, e a destra forse una scena di caccia. Sempre sul retro sono scolpite diverse impronte “del piede del pellegrino” ad indicare l’importanza della chiesa quale uno dei luoghi chiave sulla via di pellegrinaggio della cristianità, sa Bia Turresa.
La chiesa è costruita in un'area cimiteriale, su quella che sembra una collina artificiale. Intorno non mancano tracce evidenti di insediamenti nuragici, ma anche di epoca punica e romana dal quale si sviluppò il villaggio medievale di Nurazzeddu (termine che richiama la presenza di un sito nuragico), proprio dove venne costruita la chiesa di San Gavino.
Il paese di San Gavino Monreale sorse proprio da questo borgo appartenente al Giudicato d’Arborea, nella curatoria di Monreale. Questo territorio fu teatro di scontri sanguinosi durante le guerre tra Aragona e Arborea, terra di confine con Sanluri, dove si svolse l’epica battaglia del 1409.

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