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Necropoli Serra Maverru

All’interno della riserva forestale di Nuraxi Figus (CI)  si trova la necropoli di Serra Maverru, scavata su tenera roccia tufacea, a circa 150 metri di altitudine sul livello del mare. Dalla sua cima la vista spazia su un vasto tratto del territorio del Sulcis; ma soprattutto si possono notare i vari nuraghe che circondano la zona: Serucci, Murru Moi, Corona Maria, Muro Moi ed il vicino circolo megalitico.

Scoperta negli anni settanta, a seguito degli scassi operati da mezzi meccanici per la realizzazione di una pineta, la necropoli è costituita da una decina di tombe visitabili all’interno e molte altre ancora ricoperte di terra o purtroppo distrutte.

Esse si presentano di varie forme e dimensioni: alcune sono circolari, altre quadrangolari; tutte mostrano una tecnica raffinata e un’architettura geometrica. Alcune sono composte al loro interno da più camere nelle quali è possibile osservare gli ampi giacigli scavati nelle pareti, sollevati dal pavimento ed impiegati per la sistemazione dei defunti; all’ingresso di alcune domus è ancora visibile la struttura che componeva l’anticamera, che a sua volta veniva sigillata con un grosso masso a protezione dalle intrusioni esterne.

All’esterno delle tombe meglio conservate si notano, scavate sulla roccia, numerose coppelle (piccoli buchi a forma di coppa forse destinati alle offerte o simboleggianti il culto della Dea Madre).

In alcune domus più grandi sono a volte presenti dei pilastri di sostegno con tracce di pigmento colorato, come nel caso della tomba da noi indicata nelle foto con la lettera A. Inoltre, sempre in questa domus, si è verificato un crollo, forse naturale o forse causato dai tombaroli, di un lato della parete proprio sopra un giaciglio. Solo una volta entrati è visibile l’accesso originario ancora parzialmente ostruito dalla terra.

Curiosa da vedere, ma purtroppo gravemente danneggiata, è la domus chiamata del “pastore”, riutilizzata come abitazione rifugio fino ad alcune decine di anni fa. In questa tomba, l’ingresso originale è stato quasi del tutto distrutto ed è stato perforato il soffitto per ricavarne un comignolo per il fuoco.

È da segnalare anche la presenza di quelle che potrebbero sembrare delle tombe a pozzetto o forse delle aree sacrificali, infatti attorno ad esse sono presenti  numerose coppelle; inoltre qua e là sul terreno sono visibili dei piccoli menhir di colore rossastro.

Non si può non ripetere che anche nel caso di questa necropoli la situazione è di abbandono. Essa non è mai stata oggetto di una campagna di scavo; numerose domus de janas sono inaccessibili, a causa dei danni arrecati dai tombaroli e dell’impianto, proprio sul territorio della necropoli, di una pineta che ha contribuito e che continua a contribuire ad un più rapido crollo delle tombe ancora accessibili.

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Commenti

avatar Chiara
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Peccato che queste bellezze archeologiche non siano adeguatamente valorizzate!
si dovrebbe portare a conoscenza dell'esistenza di questi luoghi importantissimi per la nostra storia.
Complimenti a voi per il sito che avete creato.
Appena potrò farò un salto a Serra Maverru.
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